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Attacchi ribelli costringono a fuggire ugandesi e rifugiati

Versione originale: UNHCR

Rebel attacks force Ugandans and refugees to flee - UNHCR News Stories

PAKELLE, Uganda, 23 Aprile 2004 (UNHCR) – Da quanto viene riferito, nelle scorse settimane migliaia di persone, sia cittadini ugandesi sia rifugiati sudanesi, hanno abbandonato gli insediamenti del distretto di Adjumani nell'Uganda del nord in seguito a una serie di incursioni dei ribelli della temuta Armata delle Resistenza del Signore (Lord Resistance Army - LRA)

A causa delle recenti incursioni della LRA e dei rapporti su una gran parte della popolazione sfollata nell'Uganda del Nord, i rappresentanti del commissariato ONU per i rifugiati, il World Food Programme, e il governo ugandese si sono recati questo fine settimana nelle aree colpite per prendere atto della situazione nell'importante regione che ospita i rifugiati.

L'UNHCR ha registrato 25 attacchi ribelli nei distretti di Adjumani e Moyo nelle tre settimane scorse. Su 12 raid della LRA riportati fino ad oggi in questo mese, nove sono stati contro gli insediamenti dei rifugiati, incluso un insediamento distante solo 5 Km dagli uffici dell'UNHCR di zona a 10 Km dalla città di Pakelle. su 13 attacchi avvenuti a febbraio e a marzo, otto sono stati contro gli insediamenti dei rifugiati.

L'attuale intensificazione dei raid, nei quali gruppi di ribelli dai sette ai 25 uomini sono penetrati nei villaggi locali e nei campi profughi soprattutto per rubare viveri e medicinali, si sono aggiunti all'insicurezza della regione, costringendo alla fuga gli abitanti e i rifugiati.

"Ora ci sono migliaia di rifugiati e sfollati interni in viaggio nei distretti di Adjumani e Moyo," ha detto la portavoce dell'UNHCR Cindy Burns.

I rifugiati sudanesi in fuga hanno lasciato gli accampamenti di Maaji, Mongula e Olua, i più vulnerabili del distretto di Adjumani. Si dice che molti rifugiati stiano andando a nord verso altri insediamenti di rifugiati e nel vicino distetto di Moyo.

I ribelli della LRA hanno agito con la tattica del colpisci e fuggi nella regione per anni, depredando le comunità locali e costringendo migliaia di ugandesi ad abbandonare le proprie case, sfollando in questo modo più di 1 milione e mezzo di persone. Rifugiati e ugandesi vivono nel terrore della LRA, responsabile in passato di molti attacchi omicidi, spesso con rapimenti e mutilazioni di civili.

Il governo ugandese, da quanto riferito, ha sostenuto le proprie forze armate nella regione con l'invio questo fine settimana di un secondo contingente di truppe. Burns ha dichiarato che l'UNHCR sta iniziando a registrare i sudanesi sfollati nelle aree dove riesce ad accedere, ma l'agenzia vuole evitare di creare nuovi siti.

Con la stagione della semina tuttora in corso, l'ente per i rifugiati è preoccupato che se i rifugiati sudanesi non si convinceranno a tornare nei loro accampamenti e a prendersi cura dei campi, non ci sarà abbastanza cibo durante il periodo di riposo, con un peggioramento delle loro condizioni di vita e della dipendenza dagli aiuti internazionali.

Il commissariato ONU per i rifugiati protegge 173.000 sudanesi nell'Uganda del nord. Molti vivono negli insediamenti a ovest del Nilo, mentre circa 65.000 rifugiati vivono nella regione di Pakelle dove sono esposti agli attacchi della LRA.

Data, 23 Aprile 2004
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