I diari dei rifugiati di Angelina Jolie - unofficial website
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World Refugee Day
La giornata mondiale dei rifugiati dell'ONU guarda ai giovani
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Versione originale

Hillary Mayell
National Geographic News
20 Giugno 2003


Intervista all'Ambasciatrice dell'UNHCR Angelina Jolie

(English)
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Bambini rifugiati, vittime della gerra e della miseria>>
Rifugiati in USA. Una storia familiare>>

Oggi è il World Refugee Day, la giornata mondiale del rifugiato, un giorno che l'ONU ha dedicato per attirare l'attenzione sui problemi di quegli uomini, donne, e bambini che sono stati costretti ad abbandonare le loro case di fronte alle persecuzioni e ai conflitti armati.

Il tema di quest'anno è: "Refugee Youth: Building the Future",
I giovani rifugiati costruiscono il futuro.
Angelina Jolie, Ambasciatrice di Buona Volontà dell'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR), è a Washington D.C. per dare il via ai festeggiamenti.

Nonostante gli stenti che hanno patito, i bambini rifugiati hanno gli stessi desideri dei bambini di tutto il mondo.

"Se chiediamo ai bambini rifugiati cosa vogliono, non c'è molta differenza con i bambini degli Stati Uniti", ha detto Joung-Ah Ghedini, un rappresentante dell'UNHCR che ha trascorso gli ultimi sette anni lavorando nei campi profughi in Bosnia, Rwanda, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Kosovo, Serbia ed Eritrea. "Ti diranno 'Quello che voglio è che la mia famiglia sia felice e al sicuro, che stia bene e quando sarò grande voglio poter andare ovunque io voglia andare'. I bambini rifugiati non conoscono i propri limiti, hanno ancora paura e speranza. Alcuni vogliono diventare dei re".

Naw Mu Si ha vissuto in un campo profughi lungo il confine tra Thailandia e Burma per 14 anni. Lei e la sua famiglia avevano abbandonato la loro casa un giorno prima che i soldati arrivassero a incendiarla e a distruggerla.

"Anche se mi sentivo molto più sicura nel campo di quanto lo sarei stata nel mio paese, vivere nel campo era come stare in uno zoo umano, non c'era niente da fare, stavamo soltanto seduti ad aspettare che la comunità internazionale venisse per darci da mangiare" dice. "Fisicamente eravamo ancora vivi ma dentro eravamo morti emotivamente".

Naw Mu Si, del perseguitato gruppo etnico Karen, è una dei pochi rifugiati che si è fatta strada fuori dai campi profughi e ha cercato di rifarsi una vita. Ora è negli Stati Uniti per proseguire la sua formazione, e lavora al Refugee International.

"La mia gente soffre ancora, e fa ripetutamente esperienza delle crudeltà commesse dal regime militare di Burma" dice, "Spero che un giorno riuscirò a tornare al mio paese e far parte di una nuova Burma dove tutti i gruppi etnici possano godere di libertà e giustizia. Anche se non ho potuto avere un'infanzia felice nel mio paese, spero che i miei bambini non saranno dei rifugiati. Spero che saranno in grado di vivere nel nostro paese, a Burma".
(Dal 18 giugno 1989 il Paese ha cambiato nome da Birmania, Burma nel mondo anglosassone, in Myanmar)

Dei 20 milioni di rifugiati che ricevono assistenza dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), approssimativamente 12 milioni vivono nei campi profughio in analoghe condizioni. Circa sei milioni sono IDP, sfollati interni, che hanno dovuto abbandonare le loro case ma che sono rimasti all'interno del loro paese.

I campi del'UNHCR, che come dimensioni variano dalle 200 alle 800.000 persone, offrono un rifugio sicuro, cibo, cure mediche, e la scuola per i bambini più piccoli. Vivere nei campi è meglio che vivere nello scenario dei continui massacri, stupri, aggressioni e mutilazioni, ma è sempre una vita povera.

"Mentre cerchiamo di portare nel mondo civilizzato specialmente i bambini che si trovano nei campi profughi, nella maggioranza delle situazioni non ci sono aule, non hanno un quaderno, non hanno una matita", dice Joung-Ah Ghedini. "Finiamo per arrangiarci con delle classi in cui si sta seduti sotto un'albero, a disegnare per terra, per insegnare loro a leggere, a scrivere, l'aritmetica, e contemporaneamente formare un po' le loro vite.

Mentre nei campi profughi c'è la scuola per i bambini più piccoli, non c'è niente per i bambini più grandi.

"Sono ancora pochissimi i fondi per gli adolescenti, tutti vogliono aiutare i più piccoli, e pensano che gli adolescenti siano grandi e non abbiano biogno di niente", ha detto Marie de la Soudiere, direttrice del Children Affected by Armed Conflict, per i bambini colpiti dai conflitti armati, dell'International Rescue Committee. "Ma sono i più esposti agli abusi sessuali, e ad essere reclutati per combattere".

Poster vincitore del WRD 2003

Scelti tra centinaia di partecipanti per illustrare il tema: "Shared Wishes, Shared Dreams: Refugee Youth and Us"
(Desideri Condivisi, Sogni Condivisi: I Giovani Rifugiati e Noi)
i vincitori del terzo concorso annuale per il poster del World Refugee Day, la giornata mondiale del rifugiato dell'UNHCR, sono:
Grace Huang, Grades 4-5 (Northville, Michigan),
Anna Dorsey, Grades 7-8 (Cairo, Georgia),
e
Giovanna Reed, Grades 9-10 (San Antonio, Texas).

Disegno di Grace Huang,
Amermann Elementary School, Northville, Michigan


Nella celebrazione del World Refugee Day, l'ONU indice un concorso per un poster dal tema: "Shared Wishes, Shared Dreams: Refugee Youth and Us."
(Desideri Condivisi, Sogni Condivisi: I Giovani Rifugiati e Noi)
Più di 300 bambini delle scuole elementari e medie degli Stati Uniti hanno inviato i loro poster.

"Volevamo scegliere un tema unico che mettesse in luce le cose simili che i bambini condividono, piuttosto che le differenze", ha dichiarato Joung-Ah Ghedini, rappresentante dell'UNHCR. "Abbiamo ricevuto dei lavori fantastici. Alla fine è stato davvero difficile sceglierne solo tre".

Oggi Angelina Jolie ha annunciato i vincitori (vedi i links sotto per le informazioni sui vincitori). Tutti e tre i partecipanti sono andati a Washington, D.C. a partecipare alla premiazione. I loro poster sono esposti alla National Geographic Explorers Hall.

"Credo che una delle cose più importanti che possiamo insegnare ai nostri bambini sia la compassione", ha detto Angelina. "Il tema di quest'anno del World Refugee Day guarda ai bambini che pensano ad altri bambini e conoscono le loro diverse culture".

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Links: Refugee Day, Posters

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